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11 Luglio 2007 Commenti chiusi
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Vaffanculo day!

3 Luglio 2007 1 commento


L’8 settembre sarà il giorno del Vaffanculo day, o V-Day. Una via di mezzo tra il D-Day dello sbarco in Normandia e V come Vendetta. Si terrà sabato otto settembre nelle piazze d?Italia, per ricordare che dal 1943 non è cambiato niente. Ieri il re in fuga e la Nazione allo sbando, oggi politici blindati nei palazzi immersi in problemi ?culturali?. Il V-Day sarà un giorno di informazione e di partecipazione popolare.

Beppe Grillo
Riferimenti: Vaffanculo day

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Crimen sollicitationis

17 Maggio 2007 2 commenti


E’possibile che la chiesa di Roma copra i preti pedofili punendo chi li denuncia con la scomunica?
Di seguito le definizioni ed il link allo scioccante video trasmesso dalla BBC.

Crimen sollicitationis

Crimen sollicitationis (in latino “crimine di sollecitazione”) è un documento segreto emesso dal Santo Ufficio del Vaticano (adesso conosciuto come Congregazione per la Dottrina della Fede) nel 1962, che fornisce istruzioni ai vescovi cattolici su come trattare i casi nei quali i preti erano accusati di usare la segretezza del confessionale per fare avances sessuali ai penitenti.[1] Non solo, tramite esso si danno istruzioni su come porsi innanzi a casi di “crimini peggiori”, nei quali un prete è sessualmente coinvolto con un animale, bambino o uomo. Gli avvocati canonici sono in disaccordo sul limite temporale secondo il quale il documento sarebbe ancora in vigore. Tale documento è stato redatto dal Cardinale Alfredo Ottaviani e approvato da papa Giovanni XXIII.
Il documento invoca segretezza sia per i casi trattati che per il documento stesso. Esso impone segretezza persino sulle vittime degli abusi sessuali. Sono imposte misure estreme per la violazione della segretezza, comprese la scomunica, la quale può essere inflitta e tolta solo dal papa in persona. Alcuni vescovi, come conseguenza, sostengono di non averne mai conosciuto l’esistenza.
La prima volta che Crimen sollicitationis apparve sotto i riflettori fu nel 2001 in quanto ne fu fatta menzione in una lettera scritta dall’allora Cardinale Ratzinger ai vescovi del mondo, riguardante nuove procedure atte a fronteggiare le accuse sugli abusi sessuali minorili da parte di preti cattolici.[2] I legali coinvolti nei casi contro la Chiesa (numerosi negli Stati Uniti) hanno sostenuto che il documento è prova di ostruzione alla giustizia (obstruction of justice). Come risposta, i difensori della condotta della Chiesa hanno sostenuto che la pratica della segretezza riguardava solo le leggi canoniche (la cui conseguenza estrema alla violazione era la scomunica) e che ciò non impediva ad un vescovo di riferire alle autorità civili su casi di pedofilia interna. Essi hanno inoltre sostenuto che, siccome il documento imponeva segretezza, sarebbe stato improbabile poter influenzare le azioni dei funzionari della Chiesa, tranne quelle di cui si era a conoscenza.

Grazie a.

Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Riferimenti: Video Crimen sollecitationis

Il limbo abolito?

23 Aprile 2007 1 commento


di Marco Bazzato

“Ogni tanto la teologia cattolica ci prepara delle novità. Dopo il machiavellico errore di Ratzinger che, come uno scolaretto, ha dovuto farsi perdonare la cantonata del discorso pronunciato a Ratisbona ? che forse non è stato capito nemmeno da lui ? contro la religione musulmana, la Commissione Teologica Internazionale si prepara a demolire la presunta convinzione imposta per secoli ai fedeli cattolici sull?esistenza del Limbo.

Dopo quasi settecento anni di onorato servizio il limbo va in pensione. Va in pensione con il suo carico di anime non battezzate, di neonati abortiti, che per più di mezzo millennio sono stati sospesi nell?incertezza. Va in pensione lasciando affranti madri e padri che dai secoli passati fino a oggi si sono dannati l?anima per l?eternità, soffrendo per la disgrazia a loro accaduta d?avere i figli morti prima del battesimo e consegnati alla vita eterna con l?infamante marchio del peccato originale impresso nell?anima. Ora chi chiederà scusa a loro?

Scordiamoci dei morti, freghiamocene del passato, e andiamo avanti, rigettando la teologia valida fino a ieri, e oggi e domani sarà teologia della fede rinnegata, dimostrando ancora una volta che la religione è colma di variabili temporali, e funziona a corrente alternata; cancelliamo quello che hanno detto i Papi precedenti, le sentenze, encicliche, discorsi e altro. Un?intera letteratura da rigettare, un Dio che con un colpo di sbianchetto e una sanatoria edilizia smantellerà la vecchia costruzione simbolica in disuso. Ma delle cose dell?aldilà ci penserà chi di dovere, se ha tempo, voglia e non è troppo oberato da impegni universali.

Ma come la mettiamo con i vecchietti cresciuti all?ombra del terrorismo limbico, che hanno pianto e fatto giaculatorie per anni per quelle anime sospese? Un colpo di spugna e quelle ore passate a sgranare il rosario sono diventate improvvisamente nulle? Da oggi è stato tempo gettato al vento, visto che sono state trasferite d?ufficio non si sa dove.

Cosa diranno i sacerdoti nei prossimi mesi ai bambini che dovranno prepararsi alla prima comunione o alla cresima, costretti a imparare a memoria il catechismo? Spiegheranno che questa storia del limbo scritta nei catechismi ristampati quest?anno non è più vera? Che è un errore della Chiesa infallibile?

Da oggi la dottrina del limbo è da dimenticare, da rimuovere dalla coscienza collettiva, rivoltando come un calzino l?indottrinamento per secoli ricevuto. La Chiesa, anzi i suoi vertici hanno sbagliato per l?ennesima volta nella storia, rinnegando anche le parole dei suoi Dottori e gettandole alle ortiche. Ora dovremmo giustamente attenderci che a questi Santi del Limbo vengano tolti gli onori degli altari, e degradati al rango di comuni fedeli?

Il Catechismo di San Pio X insegna (O insegnavava ormai? N.d.A.) che: «I bambini morti senza Battesimo vanno al Limbo, dove non godono Dio, ma nemmeno soffrono; perché, avendo il peccato originale, e quello solo, non meritano il paradiso, ma neppure l?inferno e il purgatorio».

Alla luce di questa nuova teologia, le parole di San Pio X divengono nulle, cancellando così il Santo stesso, e le frasi imparate a memoria sono da rigettare, mettendo in dubbio oggi tutte le enunciazioni dello stesso? No, esiste la scappatoia legale dell?articolo 9 nel Canone delle Leggi Ecclesiastiche ? Le leggi riguardano le cose future, non le cose passate, a meno che non si disponga nominalmente in esse delle cose passate. Ma non esiste la scappatoia legale per cancellare una religione impressa a fuoco nelle anime, nelle menti, nel corpo dei credenti.

E il fedele in mezzo a tutto questo come si dovrebbe comportare? Abbassando il capo e tacendo, sottomettendosi all?autorità di un Pontefice, che non ha la levatura teologica del suo predecessore, in nome dell?articolo 212 del Codice di Diritto Canonico che recita: «I fedeli, consapevoli della propria responsabilità, sono tenuti a osservare con cristiana obbedienza ciò che i sacri Pastori, in quanto rappresentano Cristo, dichiarano come maestri della fede o dispongono come capi della Chiesa».

È indubbio che questa decisione scatenerà ampie polemiche in cielo e in terra, e potrebbe accadere che il Capo se ne infischi della decisione terrestre e mantenga inalterato lo status quo, anche perchè a pensarci bene, qui in terra, nessuno può portarci la prova definitiva e finale che questo luogo che deve essere cancellato esista, sia mai esistito, e se mai esiste, viene veramente smantellato oppure no.

Perchè un credente che deve accostare la fede con la ragione, dovrebbe ora credere acriticamente e abbracciare la nuova verità rigettando quello in qui per secoli è stato indotto a credere e professare?

È strano che la Chiesa, e soprattutto i suoi massimi vertici, sempre così attenti ai concetti relativistici del mondo secolarizzato, applichi al suo interno i medesimi modelli tanto vituperati, arrivando a rendere relative le presunte verità che dovrebbero essere intoccabili e inalterabili nel corso dei secoli e nei secoli. Perchè il fedele dovrebbe tacere, subire, accettare e rigettare le vecchie credenze, sottomettendosi alla nuova verità? Sarebbe interessante ricevere risposte pratiche da chi di dovere”.

Fonte:www.http://www.uaar.it

Nulla da aggiungere se non i complimenti all’autore del testo ed un consistente invito rivolto ai credenti,a meditare profondamente sull’arbitrarietà delle gerarchie ecclesiastiche e la scarsa considerazione che le stesse rivolgono alla morale cristiana da loro imposta nei secoli.

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Strage di Ustica…tutti innocenti.

14 Gennaio 2007 3 commenti


Mi sarei aspettato che la sentenza di assoluzione dei generali dell?aeronautica che hanno tentato di depistare le indagini, venisse durante il regime di centro destra?sarebbe stato più logico più naturale. E sarebbe stato naturale che dopo una sentenza del genere tutto il popolo di sinistra, lo stesso sceso in piazza e in vari modi mobilitato contro i soprusi e le guerre, e le armi, scendesse in piazza a manifestare contro l?ennesima ingiustizia perpetrata ai danni di vittime innocenti. Invece il silenzio totale.
Questa sentenza arriva nel momento di ?Massima? attività del governo composto da quelli che una volta organizzavano le manifestazioni, e che adesso anziché organizzarne una di protesta contro questo orrore, decidono che alzare un polverone non sarebbe salutare, e allora salomonicamente ritagliano un pezzo della finanziaria a risarcimento dei parenti delle vittime. Praticamente la metterci una bella pezza dobbiamo pensarci tutti noi come al solito.
Certo manifestare adesso a che scopo? E contro chi soprattutto?
Ed anche questa volta il nostro governo ha perso una occasione per fare una cosa di sinistra e non ci aspettiamo che il presidente della Repubblica dica qualcosa per questi nostri morti.

Con amarezza.
Soffiofresco.

da www.repubblica.it

Strage di Ustica
27 anni di misteri

ROMA – La notte del 27 giugno 1980 l’aereo dell’Itavia in volo tra Bologna e Palermo con a bordo 81 persone, scompare dai tracciati dei radar di Fiumicino. Dopo alcune ore si ha la certezza che è caduto in mare a nord di Ustica. Non ci sono superstiti.

Ecco le principali tappe della vicenda in 27 anni di indagini e misteri che hanno preceduto la sentenza di assoluzione del generale Lamberto Bartolucci, ex capo di stato maggiore dell’Aeronautica, e del suo vice generale Franco Ferri.

27 giugno 1980 Ore 20.59′.45″. Il Dc9 I-Tigi Itavia in volo da Bologna a Palermo partito con due ore di ritardo, si inabissa a nord di Ustica. Ottantuno le vittime fra passeggeri ed equipaggio: tra loro 13 bambini, due dei quali non avevavo ancora compiuto due mesi.
Il gruppo neofascista dei Nar rivendica la strage: per i giudici si tratterà di un vero e proprio depistaggio operato dal cosiddetto Super Sismi.

Luglio 1980 Il ministro socialista della Difesa Lelio Lagorio riferisce in Senato sul disastro, escludendo il coinvolgimento di aerei militari. Le autorità aeronautiche sostengono l’ipotesi del “cedimento strutturale” del velivolo. Il generale Romolo Mangani, comandante del Centro operativo regionale di Martina Franca, responsabile del controllo radar dei cieli del sud verrà accusato di “alto tradimento per aver depistato le indagini”.

Luglio 1980 Sui monti della Sila viene trovato un Mig 23 libico, forse caduto la notte del 27 giugno, la stessa della tragedia del Dc9. Il maresciallo Mario Alberto Dettori, radarista della base di Poggio Ballone (Grosseto), confessa alla moglie: “Quella notte è successo un casino, per poco non scoppia la guerra”. Dettori morirà suicida nel marzo dell’87 ossessionato da una frase che, dice, non lo abbandona mai: “Il silenzio è d’oro e uccide”.

Dicembre 1980 L’Itavia, l’azienda del Dc9 esploso, dirama un comunicato stampa che indica come unica ipotesi valida a spiegare la caduta dell’aereo quella di un missile.

Marzo 1982 La prima commissione d’inchiesta parlamentare (presidente Carlo Luzzati) sostiene che senza l’esame del relitto non è possibile chiarire se il Dc9 cadde per esplosione interna (bomba) o esterna (missile).

Agosto 1986 Il presidente della Repubblica Francesco Cossiga chiede al presidente del Consiglio Bettino Craxi di disporre il recupero del relitto.

Marzo 1989 Dopo cinque anni di lavoro sul relitto, i periti della commissione Blasi concludono che il Dc9 è stato abbattuto da un missile.

Maggio 1990 A sorpresa, due componenti della commissione voluta da Bucarelli fanno marcia indietro riproponendo l’ipotesi della bomba.

Marzo 1993 Alexj Pavlov, ex colonnello del Kgb, rivela la sua verità: il Dc9 fu abbattuto da missili americani, i sovietici videro tutto dalla base militare segreta che nascondevano vicino a Tripoli: “Fummo costretti a non rivelare quanto sapevamo per non scoprire il nostro punto di osservazione. Quella notte furono fatte allontanare tutte le unità sovietiche della zona perché sapevamo che ci sarebbe stata un’esercitazione a fuoco delle forze americane”.

Dicembre 1993 Andrea Crociani, imprenditore toscano, viene interrogato dal giudice Rosario Priore, titolare dell’inchiesta. Crociani rivela le confessioni a lui fatte da Mario Naldini, il tenente colonnello che prestava servizio all’aeroporto di Grosseto e che la sera del 27 giugno si alzò in volo con il suo caccia Tf140 per un’esercitazione Nato. “Mario mi disse: Quella notte c’erano tre aerei. Uno autorizzato, due no. Li avevamo intercettati quando ci dissero di rientrare. All’aeroporto di Grosseto, dopo l’atterraggio, ci informarono della tragedia del Dc9″. Naldini era il capo squadriglia delle Frecce Tricolori, morto a Ramstein nell’agosto dell’88 durante la disastrosa esibizione che causò la morte di 51 persone. Dieci giorni dopo doveva essere ascoltato da Priore per i fatti di Ustica.

26 novembre 2003 La tragedia di Ustica non fu certamente provocata dal cedimento strutturale del Dc9 dell’Itavia, ma probabilmente da un missile esploso dall’esterno dell’aereo. Il tribunale di Roma, a 23 anni dalla tragedia, dichiara responsabili i ministeri dei Trasporti, della Difesa e dell’Interno, e li condanna in solido a risarcire all’Itavia i danni, quantificati in circa 108 milioni di euro (210 miliardi delle vecchie lire).

30 aprile 2004 La terza sezione della Corte d’Assise di Roma assolve da tutte le accuse contestate i generali dell’Aeronautica Lamberto Bartolucci, Franco Ferri, Zeno Tascio e Corrado Melillo individuando responsabilità nelle condotte dei generali Bartolucci e Ferri in merito alle informazioni che i due militari fornirono, in maniera errata, alle autorità politiche.

15 dicembre 2005 Bartolucci e Ferri sono assolti in appello.

10 gennaio 2007 La prima sezione penale della Corte di Cassazione si pronuncia definitivamente sul processo confermando la sentenza di assoluzione pronunciata in appello e cancellando quindi la possibilità ai famigliari delle vittime di chiedere un risarcimento.

(10 gennaio 2007)