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Il fantasma di Abu Ghraib-Fate circolare questa notizia

23 Febbraio 2006 2 commenti


Il prigioniero incappucciato, con le braccia aperte legate ai fili della corrente, una delle foto-simbolo delle violenze di Abu Ghraib, ha un nome e un volto. Si chiama Ali Shalal el Kaissi, ha 42 anni, ed è stato arrestato nell? ottobre 2003 a Bagdhad con l’accusa di far parte della guerriglia. Ali, studioso e insegnante di religione era un “Mokhtar”, un’autorità amministrativa e religiosa in uno dei distretti di Bagdhad. Dopo essere stato rilasciato aveva denunciato le torture subite alle autorità irachene, ma nessuno gli aveva creduto perchè le foto dell? orrore dovevano essere ancora pubblicate. Doveva venire nel nostro paese a raccontare la sua storia ma il consolato italiano gli ha negato il visto.

Sigfrido Ranucci, inviato di Rainews24, l’ha intervistato ad Amman, in Giordania dove Ali Shalal stava seguendo un corso per ?Non violent action for Iraqi?, organizzato da “Un Ponte Per” e altre Ong europee e dove ha fondato l? Associazione delle vittime delle prigioni americane. Ad Abu Ghraib Ali veniva chiamato in gergo sprezzante, Clawman, l’uomo uncino, per una tremenda ferita alla mano. “Prima di essere arrestato avevo subito un? operazione chirurgica alla mano. Ma quando sono entrato in prigione, gli americani hanno usato questa ferita come strumento di pressione. Mi dicevano: “Se collabori ti possiamo aiutare a far diventare la mano come prima con un intervento chirurgico”. Invece la mia mano e? stata schiacciata!
“Dopo 15 giorni di prigionia mi hanno tolto dalla cella, mi hanno messo una coperta con dei buchi, come se fosse un vestito tradizionale arabo. Mi hanno legato con del filo elettrico e messo su una scatola di cartone. Poi mi hanno detto che mi avrebbero elettrizzato se non avessi collaborato. Per tre giorni mi hanno colpito con scosse elettriche. La persona che mi torturava parlava la lingua araba molto bene. Si e?presentato con una musica in sottofondo, ?By the rivers of Babylon?, mi diceva che aveva gia? lavorato a Gaza e che aveva fatto parlare molte persone. Ogni volta che usavano gli elettrodi sentivo gli occhi che fuoriuscivano dalle orbite. Una scossa e?stata talmente forte che mi sono morso la lingua e ho cominciato a sanguinare. Sono quasi svenuto. Hanno chiamato un dottore, che ha aperto la mia bocca con gli stivali, ha visto che il sangue non veniva dallo stomaco ma dalla lingua e ha detto ?continuate pure”.

Tutte le carceri in Iraq sono sotto il controllo degli americani. Due compagnie private La Caci international e la Titan Corp avevano contratti con mercenari di diverse nazionalità. Tra le testimonianze raccolte da Ali Shalal el Kaissi c’è anche quella di un ex diplomatico iracheno, Haitham Abu Ghaith, secondo il quale a condurre gli interrogatori dei prigionieri c’ erano anche contractors italiani, ingaggiati da ditte americane, colpevoli, di aver commesso le stesse torture. Ma Ali Shalal el Kaissi non perdona ai nostri connazionali di aver trafugato soldi e reperti archeologici.

Ma Ali Shalal el Kaissi non perdona ai nostri connazionali di aver trafugato soldi e reperti archeologici. “Noi amiamo il popolo italiano, conosciamo la differenza tra la popolazione civile e chi compie questi gesti, ma questo non ci impedisce di denunciare cosa facevano gli italiani. Il messaggio che voglio dare al popolo italiano e? che in Iraq la situazione non e?assolutamente migliorata, nulla e? stato ricostruito”.

Fonte:http:\www.disinformazione.it

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Americà facce Tarzan!

23 Febbraio 2006 2 commenti


?Lavoro per tutti!?.
Lavoro!Lavoro! Lavoro precario, lavoro nero, lavoro di manovalanza estorto a bassissimo costo ad italiani ed extracomunitari, tanti ?Nando Moriconi? costretti a svendere a prezzi di saldi le loro menti e le loro braccia pur di garantirsi una entrata mensile con la quale non tanto mangiare ma cercare almeno di coprire gli spaventosi ratei di mutuo o gli improponibili canoni d?affitto. Questi sono i prodotti della famosa legge Biagi, famosa perché porta il nome di un tecnico dell?economia, al quale qualcuno martirizzandolo, probabilmente ha voluto negare la possibilità di rendere la sua creatura più equa e vivibile, famosa perché ha reso noi, ha reso la nostra economia, il nostro mondo del lavoro, instabili e precari.
Cosa dire di tale sfacelo, che gia illustri esperti di statistica, giornalisti ed opinionisti del settore non abbiano già esposto gridando a gran voce contro questo governo che sfacciatamente insiste nel volerci convincere che così hanno eliminato la disoccupazione.

Bene! Se è così allora non ci rimane altro allora che essere ottimisti una volta tanto e gridare in coro spensierati al nostro caro collega Moriconi:? Americà facce Tarzan!?.

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