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Archivio Aprile 2005

Le cose che non dovremmo dimenticare mai!

24 Aprile 2005 1 commento


Il 25 aprile 1945 i partigiani liberano Milano dall?occupazione dei nazisti e dai fascisti. Anche la popolazione civile insorge e vaste zone dell?Italia settentrionale – e molte città – vengono liberate prima dell?arrivo delle truppe anglo-americane che, dopo aver superato l?ultimo ostacolo della Linea Gotica in Toscana, incalzano le truppe tedesche in ritirata nella pianura Padana. In Europa, intanto, l?Armata Rossa sovietica dilaga in territorio tedesco e giunge alle porte di Berlino mentre gli anglo-americani, dopo lo sbarco in Normandia, avanzano attraverso il Belgio; Hitler, di fronte alla disfatta, si suicida nel suo bunker. Più di cinque anni dopo l?invasione tedesca della Polonia, dunque, la guerra mondiale giunge al suo epilogo (il Giappone invece si arrenderà solo in settembre, dopo lo sgancio di due bombe atomiche da parte degli americani).

In Italia, l?ultimo inverno di guerra è terribile. Gli Alleati sono bloccati sulla Linea Gotica, che taglia la penisola da est ad ovest all?altezza della Toscana, mentre le atrocità dei nazisti ai danni della popolazione civile si moltiplicano. Solo all?inizio della primavera il generale Alexander lancia l?offensiva finale: il 21 aprile gli anglo-americani entrano a Bologna e si aprono definitivamente la strada verso la valle del Po. Le bande partigiane, contemporaneamente, attaccano le città ancora occupate, dove la popolazione civile insorge contro i nazisti e i fascisti. Entro il 25 aprile i centri maggiori (Milano, Bologna, Genova, Venezia) vengono liberati, alcuni giorni prima dell?arrivo delle truppe alleate.

L?ultimo atto del fascismo è il tentativo di fuga prima e la fucilazione poi di Benito Mussolini. All?inizio dell?insurrezione di Milano il dittatore è ancora in città e, di fronte al precipitare degli eventi, tenta di concordare col Comitato di liberazione nazionale una resa onorevole. I dirigenti del Cln-Ai però sono irremovibili nel pretendere la resa senza condizioni. Mussolini allora decide la fuga, travestito da soldato tedesco e sotto la scorta delle SS, verso la Svizzera (col progetto di riparare poi in Spagna, ancora governata dal generale Franco). Giunto nei pressi della frontiera, però, a causa delle difficoltà di superare il confine, il gruppo si unisce a un distaccamento tedesco in ritirata. A Dongo il dittatore viene riconosciuto e catturato da un gruppo di partigiani.

La ricostruzione dettagliata delle ultime ore di vita del duce dopo la cattura e le circostanze della sua esecuzione sono tutt?oggi al centro di un fitto dibattito storiografico e ancora non è stata fatta piena luce su molti dettagli. Secondo la versione ufficiale egli viene subito fucilato per ordine del Cln-Ai, insieme all?amante Claretta Petacci che lo ha seguito nella fuga. Il 29 aprile i loro corpi vengono esposti, insieme a quelli di altri gerarchi, in Piazzale Loreto a Milano, appesi a testa in giù alla tettoia di un distributore di benzina (nello stesso luogo dove in precedenza erano stati ammucchiati i cadaveri di 15 partigiani).

Nei giorni seguenti si verificano varie esecuzioni sommarie e si consumano molte vendette contro “repubblichini” e collaborazionisti, ritenuti autori o complici delle violenze commesse negli anni dell?occupazione. Si conclude così, con questo tragico epilogo, un periodo caratterizzato da venti anni di dittatura fascista e da cinque anni di guerra.

Riferimenti: Centro studi della resistenza

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Er Papa

19 Aprile 2005 Commenti chiusi


“Er Papa”
di Giuseppe Gioacchino Belli

Iddio nun vò ch’er Papa piji moje
pe nun mette a sto monno antri papetti:
sinnò ali Cardinali, poveretti,
je resterebbe un cazzo da riccoje.

Ma er Papa a genio suo pò legà e scioje
tutti li nodi lenti e quelli stretti.
ce pò scommunicà, fa benedetti,
e dacce a tutti indove coje coje.

E inortr’a questo che lui scioje e lega,
porta du’ chiave pe dacce l’avviso
che qua lui opre e lui serra bottega.

Quer trerregno che poi pare un suppriso
vò dí che lui commanna e se ne frega
ar monno, in purgatorio e in paradiso.

Con deferenza.

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Lettera aperta di Stefano Benni a Ciampi

9 Aprile 2005 Commenti chiusi


Trovo e trascrivo con piacere questa lettera aperta di Stefano Benni al Presidente della Repubblica.

“Caro nonno Azeglio, da qualche anno, nel cortile italiano, è arrivato un bimbo piccolo ma prepotente.

All’inizio aveva più figurine di tutti, insomma aveva la maggioranza e ha fatto un sacco di belle promesse di democrazia e ricchezza e lavoro, ma poi non le ha mantenute e per quattro volte ha preso delle gran bastonate elettorali.

Ora, caro nonno Azeglio, è chiaro che le angherie del bambino tantissimi non le sopportano più, ma lui continua a fare l’arrogante, a rompere la costituzione e a seminar zizzania..

Anche nei cortili di tutta Europa lo conoscono e si chiedono perchè.

Caro nonno Azeglio, una volta ci hanno raccontato una favola: che la democrazia è il rispetto delle minoranze. Che dire di uno che disprezza addirittura la maggioranza dei suoi concittadini?

Perciò ti chiediamo un regalino.
Il massimo sarebbe se tu mandassi via questo bambino prepotente, perchè non è capace di governare il nostro cortile in modo sereno e democratico.
Potrebbe andarsene in vacanza, magari in una bella isola fatata tipo Cayman dove tiene il suo salvadanaio, insieme ai suoi amici condannati.

Oppure potresti dirgli: la prima volta che non tieni conto del volere degli altri, e col quindici per cento dei voti fai il prepotente e rompi le regole, stracci la costituzione e ti fai le leggi ad personam, io ti mando via.

Non farti fregare nonno Azeglio, questo bambino fa la vittima, ma in questi anni ha triplicato il suo patrimonio ed è scappato ad ogni castigo.

E stai molto attento: se non mandi in pensione lui, lui manderà in pensione te.

E poi spiegaci: cosa può fare un popolo, per farsi ascoltare, più che votare democraticamente quattro volte contro un governo che non gli piace?
Non sei tu forse il garante di queste cose? O dobbiamo pensare che votare non serve più?

Stagli un po’ addosso a questo bambino prepotente, e abbi il coraggio di sgridarlo (ma non tirarlo per i capelli).

Questo non in nome dell’ideologia, ma dell’elementare dignità della democrazia.

Sveglia nonno Azeglio, perchè noi cominciamo a svegliarci.

E sempre forza Livorno”.

Stefano Benni

Beh direi che è da applauso!!!
Riferimenti: Fonte: www.beppegrillo.it

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Il silenzio e le parole del Papa

4 Aprile 2005 Commenti chiusi

Perché la televisione e tanti giornali danno ora al silenzio del Papa uno spazio che non hanno mai dato alle sue parole?
Questo Papa criticò sia il comunismo sia il capitalismo, ma la televisione riportò solo la prima critica, tacendo la seconda.
Lui che il comunismo lo conobbe e combattè da vicino, disse in un?intervista a un ex-giornalista, ora deputato di Forza Italia, che non bisognava negare il granello di verità che anche il comunismo conteneva.
Erede di una Chiesa che condusse e legittimò per secoli l?invasione e gli stermini nel vicino Oriente, chiese scusa agli ebrei e ai musulmani per le colpe dei suoi predecessori.
?Mai più guerra?, disse il Papa tre volte in un discorso, condannando l?aggressione militare degli Stati Uniti e dei loro alleati all?Irak.
?O con Bush o con il Papa? titolò Famiglia Cristiana.
Eppure questo governo, che dice ogni giorno difendere i principi cristiani, ha scelto di stare con Bush, non con il Papa.
Perché ora che il Papa non può più parlare, le televisioni di questo governo lo usano per tappezzare l?intero palinsesto e per alzare gli ascolti agli spot pubblicitari?
Se avessero un minimo di rispetto per il Papa e per la sua avversione all?informazione commercializzata e alla dittatura dell?economia, sospenderebbero per un po? tutti gli spot pubblicitari e al loro posto manderebbero in onda le sue parole.

Di Beppe Grillo

Riferimenti: http://www.beppegrillo.it

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Il Papa della pace…

3 Aprile 2005 Commenti chiusi


Il Papa della pace…
Il Papa meno amato dai potenti. Il Papa il quale è stato in qualche modo censurato anche in queste ultime ore.Il Papa che ha denunciato anche in maniera forte l?avventura senza ritorno della guerra, che ha resistito alla tornante razionalità della teoria della guerra infinita.
E’ stato un Papa capace di andare totalmente contro corrente con la tenacia degli antichi predicatori catacombali.

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